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“Lei è licenziato”

Ecco quello che il tuo capo ti ha appena detto

Ti cade il mondo addosso.  Smetti di fare qualunque cosa, anche di respirare.

Pensavi che il tuo capo ti avesse chiamato per affidarti qualche nuovo incarico, come era accaduto centinaia di volte proprio in quell’ufficio. Invece ti ha tolto tutto: non servi più. Piomba un silenzio strano e colpevole, quell’atto ha appena cancellato il tuo futuro.

Hai un momento di ripresa, di reazione a una situazione così inattesa. Ti chiedi il motivo. Perché io? Non ho sempre raggiunto tutti gli obiettivi? Non ho sempre lavorato con serietà e impegno? E poi l’azienda non sta andando male, perché licenziare?

L’incontro è finito. Le tue domande cadono nel vuoto. Devi proprio andare, adesso.

Esci dall’ufficio con un misto di rabbia, disgusto e dolore. Mentre attraversi il corridoio per andare a prendere le tue cose e lasciare l’azienda, avverti lo sguardo dei tuoi (ormai, ex) colleghi. Forse sanno già tutto e provano pena per te. Per la prima volta senti vergogna a condividere lo stesso spazio con loro.

Esci dall’azienda. Cerchi di ricordare dove hai posteggiato l’auto. Sei lento a ricordare, tutti quei pensieri che ti frullano per la testa hanno preso il sopravvento. Ormai non riesci a concentrarti su nient’altro. Perché l’azienda sta licenziando così all’improvviso, senza che ci siano stati segni di problemi economici o organizzativi? E perché me?

Neanche ti accorgi di essere a casa. Ci metti qualche minuto a decidere di entrare. Prepari un discorso per i tuoi cari. Per spiegare qualcosa che neanche tu riesci bene a comprendere né, tanto meno, ad accettare. Devi avere un atteggiamento positivo; per te, per loro.

“È solo con contrattempo, vedrete che troverò subito un altro lavoro”. Ci credi veramente mentre lo dici. Loro però non fanno altrettanto. La notizia li lascia senza parole. Vedi sui loro volti la preoccupazione unitamente a qualcosa che non avevi mai visto prima ma che non capisci, ancora.

“Abbiamo dovuto rivedere l’organizzazione, lei non serve più”

Ancora non ci credi. I tuoi sogni di un futuro tranquillo assieme alla tua famiglia sono svaniti con quella maledetta frase del tuo capo. Una sola frase che ha annullato molte delle tue certezze, condannandoti a soffrire di quella disoccupazione che porta a quell’agonia economica da cui è difficile sfuggire.

Mai, mai, avresti immaginato che saresti entrato tra le fila di quei tre milioni di disoccupati che ogni giorno, in Italia, pagano il prezzo per una situazione di cui non hanno alcuna colpa.

Purtroppo è questo che la crisi fa alle persone innocenti: le fa diventare parte di una statistica triste e terribile. Numeri. In qualsiasi momento e senza una causa apparente.

Grazie ai nuovi contratti introdotti recentemente, le aziende licenziano anche quando gli affari vanno bene. Licenziano e basta. Posso farlo in qualsiasi momento e in qualsiasi condizione. La tua azienda inclusa.

Quel terribile evento che ha segnato il tuo futuro, si ripete ogni giorno per circa 500 italiani. Sono infatti ogni anno 180.000 le persone che perdono il lavoro nel nostro Paese.

Molti di loro non avevano idea di quello che stava per accadere fino a quando non hanno appresa la terribile notizia dal proprio capo o dal responsabile del personale. Altri nemmeno quello: ricevono semplicemente una email di licenziamento.

Avevi dato così tanto all’azienda. Più di quanto fosse previsto. Perché ti hanno terminato il rapporto con te?

Sei una persona positiva che non ha paura di mettersi in gioco. Pensi che tutta l’esperienza e le conoscenze che hai raccolto nella tua carriera ti permetteranno di risolvere la situazione. Invece non è così. Non vieni neanche chiamato per sostenere un colloquio. Impari a conoscere il silenzio: quel terribile acido capace di corrodere la speranza.

Tutti i contatti che hai si dimostrano inutili. Conoscenti ed ex colleghi ti hanno detto che avrebbero fatto in modo di presentarti in azienda, ma dal tono della loro voce capisci che è solo una risposta pietosa, dovuta. Nessuno insisterà in azienda per farti assumere. Il momento non è buono per garantire per qualcuno che è stato licenziato (chissà poi perché…).

I conti cominciano a non tornare più. Tagli tutte le spese non necessarie e alcune di quelle che necessarie lo sono eccome. Elimini il costo della baby sitter e parte di quei divertimenti che a loro piacevano tanto. La badante per i tuoi genitori non più autosufficienti… addio.

Hai fatto troppo conto sui tuoi risparmi. Pensavi che quello che avevi duramente messo da parte, ti sarebbe bastato per tutto il necessario a trovare un nuovo lavoro; non è così. Cancelli tutto: vacanze, spese sanitarie e, in parte, pure quelle alimentari. Scopri che molte cose che pensavi fossero necessarie in realtà sono sacrificabili.

Poi arriva il peggio…

Tagliare tutte quelle comodità e bisogni non è la parte peggiore dell’aver perso il lavoro e di non riuscire a trovarne un altro. Presto scopri che…

… quello che era un disagio, ora si è trasformato in depressione e povertà

L’ansia sale. Non abbandona né te, né la tua famiglia. Il malumore è una costante. La tensione arriva al massimo perché quando mancano i soldi, anche gli affetti, l’armonia e la pace ne risentono.

La stima in te è al minimo. Inizi a rinchiuderti in casa, a non incontrare altre persone. Hai paura che qualcuno ti faccia quella solita maledetta domanda a cui non hai una risposta: “Di che cosa ti occupi?”.

Perdi l’autostima. Sei come un contenitore vuoto senza valore. Uno zero. Non sei il solo a pensarla così: hai perso il rispetto anche delle persone vicine: amici e parenti.

Sei dentro un sacchetto di plastica e l’aria sta finendo.  Ti senti morire, molto lentamente.

Se solo tu avessi potuto anticipare quella situazione!

Perché nessuno ti ha mai indicato come anticipare, o meglio evitare una situazione del genere? Avresti potuto prepararti a qualcosa di così complesso e rischioso, senza perdere tempo in tentativi inutili e, alle volte, umilianti. Avresti trovato lavoro subito; anzi, ancora prima che la tua azienda ti lasciasse a casa.

Avresti evitato di sentire quel bisogno disperato che ora ti soffoca e ti fa sentire un fallito; qualcuno di cui si può fare tranquillamente a meno. Un invisibile. Non avresti sentito tutta quella vergogna e pietà attorno a te.

Troppo tardi. Adesso sei uno dei numeri di una orribile statistica che tutti fanno finta di non vedere.

Era solo un brutto sogno!

È stato solo un incubo. La strana scena di un film drammatico dove tu e la tua famiglia eravate i protagonisti. Ti riprendi dallo spavento, però… Perché la tua mente ti ha portato a fare quel terribile sogno?

Forse il tuo inconscio sospetta che il solo impegnarsi nel lavoro e crearti delle relazioni non basta a evitare la disoccupazione. Che queste cose non accadono solo agli altri. È solo una questione di tempo prima che tocchi anche a te, in un Paese che purtroppo è in grande difficoltà.

Ma adesso hai raggiunto la consapevolezza. Capisci che vincere la competizione per il lavoro necessita di una preparazione e un approccio simile a quello che si tiene quando si affronta una guerra. Inizi allora quel percorso che metterà al sicuro il tuo futuro.

Studi allora il campo di battaglia e scopri situazioni di cui non avevi conoscenza e che ti lasciano senza parole. Ti avevano sempre detto che, per la ricerca del lavoro, si doveva:

  1. usare un Curriculum Vitae standard come quello degli altri;
  2. pubblicare un tuo profilo LinkedIn inserendo le parole chiave che usano tutti;
  3. fare relazioni pubbliche;
  4. contare sulla collaborazione e l’aiuto degli altri.

Poi scopri che…

Il Curriculum Vitae non funziona più!

Prima erano poche le voci ma adesso è un coro. Scopri che imprenditori come Marco Montemagno e giornalisti come Alessandro Cecchi Paone sconsigliano apertamente di distribuirlo ovunque, perché è ormai divenuta un’operazione inutile.

Avevi avuto qualche dubbio, visto che in passato di risposte alle tue candidature non ne erano arrivate, sebbene avessi tutte le carte in regola per quel ruolo. Adesso ne hai la conferma e la cosa ti colpisce parecchio.

LinkedIn non ti rende speciale.

Avevi sentito che bastava pubblicare un profilo LinkedIn ben curato, partecipare alle discussioni nei gruppi, scrivere qualche articolo e le aziende ti avrebbero contattato per offrirti un lavoro. Invece non accade. Prima avere un profilo LinkedIn era raro, oggi ce l’hanno 10 milioni di italiani. Farsi notare è ormai quasi impossibile.

Invece il tuo attuale datore di lavoro ti troverà, eccome. Un profilo pubblico comporta il rischio di essere scoperto da chi potrebbe licenziarti, segarti. Il capo capisce che stai cercando di andartene, smette di fidarsi di te e invece di trovarlo il lavoro, lo perdi.

Diventi invisibile.

Dopo aver chiesto aiuto a tutte le persone che conoscevi, capisci che l’attività di networking serve solo quando il lavoro già ce l’hai. Tutt’altro quando un’occupazione non ce l’hai più e ne hai un disperato bisogno.

Il cambiamento è rapido e sconcertante. Diventi invisibile. Scuse, promesse non mantenute e l’immagine di chi appena ti degna di uno sguardo imbarazzato.

Ti sembra quasi di chiedere la carità.

Sei in guerra.

È in atto uno scontro generazionale tra Millennial e Over 40 che si contendono lo stesso spazio professionale, sempre più ridotto. Una competizione senza più regole e con un utilizzo esteso di strumenti offensivi. Di armi.

I primi, più giovani, fanno un intensivo uso degli strumenti digitali nella convinzione che riescano a sostituire il rapporto umano e la ricerca diretta. I secondi fanno conto sul fatto che la lunga esperienza non richieda la comunicazione tramite i nuovi strumenti.

Non c’è più spazio per la collaborazione. Ormai è guerra.

È cambiato il modo di cercare lavoro

Perché nessuno ti ha spiegato come evitare di esporre te e la tua famiglia al pericolo di precipitare in un baratro senza fine? Di imparare un sistema per reagire con efficacia quando le condizioni, ormai sempre più frequenti, lo impongono?

Arrivi allora alla conclusione che…

  • devi trovare lavoro prima di perderlo;
  • devi usare un sistema efficace e non l’improvvisazione;
  • non devi farti scoprire.

Hai bisogno di un sistema professionale. Qualcosa che ti eviti l’improvvisazione e che ti faccia trovare un nuovo lavoro prima di averne bisogno.

Prima di parlare di questo, forse vuoi conoscere le persone che possono aiutarti, che possono farti evitare spiacevoli e inaspettate conclusioni della tua carriera professionale.

Sono David Buonaventura e ho lavorato in piccole/medie aziende nazionali e grandi multinazionali. Società italiane, giapponesi, americane e francesi. Sono stato prima un tecnico poi un manager, un imprenditore, un consulente, un formatore, un commerciale per poi ricominciare tutto daccapo in altre aziende e situazioni. Ogni volta che decidevo di migliorare la mia professione, dovevo superare lo stesso problema: essere preferito a persone più giovani, più colte o meno pagate di me (per non parlare di quelle raccomandate). In 28 anni, tolte le attività imprenditoriali, ho lavorato in 10 aziende diverse!

Sono Gianluigi Bonanomi, un giornalista specializzato in hi-tech con una lunga esperienza come articolista e come autore: ho scritto diversi libri per svariati editori. Da alcuni anni mi occupo in modo professionale di formazione: tengo corsi sulle nuove tecnologie, sulla comunicazione e sulla ricerca del lavoro online; ho formato più di mille persone. In particolare per AFOL e altri enti per il lavoro, tengo corsi per gli operatori e per gli utenti su ricerca di un impiego con Internet, posizionamento online, reputazione sul Web, uso dei social per trovare lavoro.

Un giorno ci siamo incontrati ed abbiamo unito le nostre diverse esperienze, capacità e sensibilità generazionali (io sono un Over50, lui un Millennial) sviluppando un sistema unico, capace di sfruttare efficacemente tutte le tecniche esistenti per trovare lavoro.

Assieme o nelle nostre precedenti attività, abbiamo aiutato migliaia di persone a scoprire come essere efficaci nel miglioramento professionale, spesso anticipando lo scenario appena descritto.

Matteo Zanichelli
Giornalista I Web content specialist I Social media manager
Ho seguito i corsi di formazione tenuti da Gianluigi. Si è sempre distinto per competenza e professionalità. Ha un modo di esporre i concetti molto chiaro e coinvolgente. I suoi consigli mi hanno fatto fare un salto di qualità a livello lavorativo, aiutandomi a individuare correttamente dove migliorare. Seguirò certamente altri suoi corsi.

Marianna Capodivento
Mechanical Engineer
Ho conosciuto David durante le mie ricerche su come migliorare la presentazione di me e della mia professionalità in quanto avevo capito che più maturo esperienze più un semplice curriculum non è sufficiente. Il suo metodo si basa su come valorizzare le proprie capacità e curare non solo la propria preparazione ma anche i contatti sociali, perché essere dei bravi tecnici non basta e soprattutto la complessità del lavoro richiede anche e soprattutto saper interagire con gli altri. Non esistono formule magiche, tutto questo richiede tempo, quindi bisogna rimboccarsi le maniche e trarre il meglio da ogni occasione. Quindi consiglio David e il suo libro!

Antonello Cristofori
Marketing Manager
David è un'eccellente professionista. Ho avuto modo di sperimentare personalmente la sua professionalità col suo metodo, grazie al quale ho capito che trovare lavoro è una disciplina e David ne conosce i segreti. Non solo ti insegna a tirar fuori il meglio da te stesso ma ti aiuta e supporta come un vero coach prendendosi cura di ogni dettaglio. Per me è stato un vero privilegio incontrare David sul mio cammino.

Sara Del Grosso
Marketing and Sales Assistant
Consiglio vivamente Gianluigi è un ottimo formatore e mi ha aiutato a rendere molto più professionale e efficace il mio profilo di linkedin! E'stato davvero interessante poter seguire un suo corso!

Cosa potrai fare con il Sistema JobWar?

  • Evitare qualsiasi incidente professionale anticipando le situazioni impreviste.
  • Fornirti la consapevolezza delle tue effettive capacità
  • Uscire dalla massa di chi cerca lavoro.
  • Scegliere solo quelle aziende in cui hai reali possibilità di successo.
  • Creare proposte di collaborazione lavorativa che meritano risposta.
  • Migliorare progressivamente il tuo guadagno, la tua carriera.

Come è strutturato il sistema JobWar?

Esattamente come un manuale di guerra, ci sono strategie e tattiche che ti porteranno a prepararti, agire e ottenere risultati in breve tempo.

Perché una guerra?

Questo capitolo ti farà capire perché i modi con cui si cercava prima lavoro, non sono più efficaci. Potrà farti male sapere quanto tempo e speranze hai buttato inutilmente nella ricerca di lavoro ma prima di iniziare una guerra devi sapere come evitare di perderla.

  • Prima funzionava (adesso non più)
  • Il datore di lavoro ti troverà?
  • Chi sono i tuoi nemici e quali gli ostacoli?
  • Generazioni in guerra.

Le armi del marketing per la ricerca del lavoro

In questo capitolo scoprirai nuove armi per combattere la competizione per il lavoro oppure come riutilizzare quelle vecchie in maniera più efficace. Conoscerai gli esempi e i risultati di chi ha già ottenuto il successo e il parere dei migliori esperti degli strumenti per la ricerca lavoro.

  • Il content marketing applicato a sé stessi: l’intervista ad Alessio Beltrami
  • Fare personal branding con il social blogging
  • Scrivere un libro
  • Le tecniche inbound per trovare lavoro
  • La strategia oceano blu
  • Come creare un nuovo mercato ed esserne il numero uno: intervista a Paolo Fabrizio di Social Media Scrum
  • Come inventarsi un lavoro da zero (e da casa): l’intervista all’“assistente virtuale” Audra Bertolone
  • Personal branding: partire da chi sei
  • Che cosa sono e come si allenano le soft skill: intervista a Paolo Cervelli
  • Personal branding: vendersi online
  • Trovare lavoro da timidi: l’intervista a Nicola Giaconi

Misura il tuo esercito

Considera questo capitolo il momento in cui misuri le tue reali forze e possibilità di successo. Una sorta di addestramento. Noi vogliamo che tu torni con una vittoria e non con una bara per cui ci andremo molto pesanti con te.

  • Sfrutta il tuo passato
  • Punto debole
  • Evita l’ovvio
  • Trova cosa ti rende “speciale”
  • Documenta il tuo successo
  • Credibile in due mosse

Scegli i tuoi alleati

Non starai pensando di andare combattere senza portarti dietro una serie di preziosi alleati che possono supportarti vero? In questo capitolo ti indicheremo come usare le risorse migliori nel modo più semplice ed efficace.

  • Profilo LinkedIn: 10 errori da non fare
  • Il Riepilogo di LinkedIn
  • Cialdini su LinkedIn
  • Come funziona il social recruiting? L’intervista a Simone Maffeis, capo del personale di Aesys

Possibili scenari di guerra

Finita la valutazione sulle tue reali forze, devi valutare quale sarà lo scenario della guerra. Devi considerare tutto quello che può fornirti un vantaggio o esserti di intralcio.

  • Non ci perdere tempo
  • Evita le aziende sbagliate
  • Non rivolgerti al nuovo arrivato
  • Simili è meglio
  • Studia il quotidiano
  • Scegli il tuo interlocutore
  • Non pensare bene del tuo interlocutore
  • Sfrutta la concorrenza
  • A chi rivolgerti
  • Dove guadagnare di più e meglio
  • Non usare un destinatario generico
  • Meglio saperlo prima
  • Se fossi tu a scegliere…
  • Studia la persona
  • Studia l’ambiente

La fama del guerriero

Siamo in un mondo dove chiunque può sapere tutto di te molto prima di incontrarti. Tra questi ci saranno le persone che ti valuteranno. Questo capitolo ti indicherà come evitare di perdere ancora prima di partire.

  • Egosurfing
  • I controllori automatici della tua reputazione
  • Il diritto all’oblio
  • Che cosa fa un recruiter su Facebook?

Prepara armi e rifornimenti

Il nemico potrebbe essere ben armato e le sue protezioni molto difficili da penetrare. Meglio fare rifornimento così da partire con la più completa dotazione che può farti comodo in battaglia. Questo capitolo è dedicato a questa delicata fase.

  • Referenze
  • Casi di successo
  • Se hai problemi nel rifornirti
  • Lettera di presentazione (drogata)
  • Curriculum vitae (drogato)
  • Elevator pitch
  • Raccomandazione (di merito)
  • Non dire, dimostra
  • Espandi la descrizione del ruolo
  • Non accusare nessuno
  • Semplifica
  • L’obiettivo poi il mezzo
  • Il problema poi la soluzione
  • Persone non aziende
  • Non troppo tecnico
  • Le dimensioni contano
  • Riduci gli indirizzi Web
  • Non parlare troppo di te

Armi non convenzionali

Ormai i classici strumenti non bastano più. Bisogna differenziarsi usando armi poco utilizzate ma estremamente efficaci: gli strumenti social.

  • Cercare lavoro con Facebook
  • Cercare lavoro con Twitter
  • Cercare lavoro con Instagram
  • Le alternative visuali al CV
  • Il CV online come landing page
  • Guerrilla marketing
  • Gamification

Strategie e tattiche di guerra

Tutto è pronto ma desso devi capire come far arrivare i tuoi proiettili a destinazione in maniera da rimuovere concorrenti e ostacoli con sicurezza e precisione. Nello stesso tempo però devi trovare il modo di non essere individuato e distrutto.

  • La carta è meglio
  • Non farti ignorare
  • Servizi di email marketing
  • Non destare sospetti
  • Non farlo in pubblico

Partire per il fronte

La guerra inizia molto prima dell’effettivo scontro, con un lavoro di intelligence che ti permette di acquisire una serie di informazioni fondamentali riguardo il mercato del lavoro, il tuo o i tuoi settori, le aziende dove vuoi andare a lavorare.

  • Siti con le offerte e motori di ricerca
  • Auto candidatura
  • Truffa-truffa-ambiguità
  • Job your life: matching di nuova concezione
  • Simone Barbone, il Millennial e Digital Marketer che… lavora con noi

All’attacco!

Il tempo della preparazione è terminato. Ora inizia l’attacco e sarà rapido, intenso e terribilmente efficace. Questo capitolo è tratto dall’esperienza di tante persone che hanno rischiato, sono rimaste ferite ma poi hanno portato la vittoria a casa.

  • Una non basta
  • Chiama
  • Non sembrare disperato
  • Come confermare l’effetto
  • Impara dalla sconfitta (o presunta tale)

I primi risultati dopo quanto tempo arrivano?

Noi ti abbiamo preparato al meglio, il resto dipende da te. Se leggi tutto come se fosse una storiella e non applichi nulla, non farai neanche due passi prima di essere abbattuto. Il tuo impegno nel seguire le indicazioni e la sperimentazione sul campo faranno la differenza.

Quanto tempo ci metterai per ottenere i primi risultati? Dipende da diversi fattori: la tua propensione a cambiare atteggiamento, il tuo passato lavorativo, il settore in cui operi e l’esperienza pregressa con le tecniche di comunicazione.

Quanto costa il Sistema JobWar?

Prova a farti un’altra domanda: quanto vale per te ottenere un nuovo lavoro? 

Mentre pensi alla risposta, vogliamo darti qualche dettaglio per farti capire come siamo arrivati a creare i contenuti del Sistema JobWar. Fino a poco tempo fa non ci conoscevamo e ognuno di noi aveva affrontato un percorso di studi e professionale molto vasto e differente.

Tutti i contenuti che troverai nel Sistema JobWar sono il frutto di anni di esperienze maturate in tante aziende e attività professionale, di una grande quantità di denaro e di tempo spesi in formazione. Un numero elevato di prove, risultati, porte in faccia e frustrazioni. Tutto documentato, analizzato e migliorato.

A questo si sono poi aggiunte le idee, gli stratagemmi e le tecniche provate da quelle persone che si sono offerte di collaborare per cambiare il modo di trovare lavoro.

I contenuti del Sistema JobWar sono il frutto di:

  • Corsi di formazione con costi dai 500 € ai 2.500 € per ognuno
  • Libri, un oceano (da solo, Gianluigi con i suoi acquisti potrebbe finanziare l’editoria italiana)
  • Migliaia di ore di studio e di pratica applicazione
  • Decine di differenti professioni analizzate.

Il risultato ti consentirà di:

  1. Evitare il naufragio in caso di crisi
  2. Aumentare il tuo guadagno
  3. Trovare nuove sfide e stimoli
  4. Fare quella carriera che meriti
  5. Sentirti finalmente apprezzato
  6. Trovare quel un posto di lavoro proprio vicino a casa
  7. Lasciare un capo veramente insopportabile
  8. Migliorare la qualità e la sicurezza della tua vita
  9. Lavorare in un ambiente di lavoro più sano e sereno

No, non possiamo dirti quanto possono valere per te queste cose…

Ma se poi ci ripenso, c’e’ una GARANZIA?

Certo che Sì!

Non abbiamo mai avuto resi, però per evitare qualsiasi dubbio sulla effettiva qualità del Sistema JobWar, abbiamo affidato tutta la gestione commerciale e logistica al numero uno della vendita online: Amazon.

Amazon garantisce una politica di reso che ti consente di prendere, leggere, usare il Sistema JobWar per 30 (trenta) giorni di calendario dalla data di avvenuta consegna. Non va bene per te? Basta fare clic su un tasto e, in pochissimo tempo, sarai rimborsato di tutto.

NON FERMARTI A PENSARE SE IL SISTEMA FUNZIONA ANCHE CON TE!

Provalo per 30 giorni.
Scoprine tutti i segreti e le tecniche e solo dopo decidere se va bene o meno.

Non corri nessun rischio in quanto: 

  •  Grande! Il sistema funziona! Hai scoperto qualcosa che ti permetterà NON VOLTA PER TUTTE di evitare qualsiasi problema professionale, migliorare i tuoi guadagni e la tua carriera.
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  • X Niente da fare, il sistema non si adatta a te? Riceverai tutti i soldi indietro.

TUTTO IL RISCHIO È SOLO NOSTRO!

Si, voglio il Sistema JobWar per la mia tranquillità, guadagnare di più, fare carriera e sentirmi apprezzato!